Risulta essere necessario fare molta attenzione alla differenza tra la temperatura effettiva e quindi reale e la temperatura percepita.

La temperatura reale non è altro che quella misurata con l’ausilio del termometro e tale valore non subisce alcuna modifica in seguito alla variazione degli altri parametri meteorologici e climatici, umidità compresa.

La temperatura percepita, invece, è una sensazione, legata ad una maggiore o minore percezione del caldo e del freddo. In questo caso, i fattori che intervengono sono molteplici e riguardano in primo luogo i tassi di umidità; tuttavia, a tale parametro si aggiungono anche la ventilazione, l’intensità della stessa e l’indice di raffreddamento del vento, che in meteorologia viene definito Wind Chill.

Naturalmente, in ambienti chiusi e scarsamente ventilati, il fattore che può modificare in maniera anche sostanziale la percezione della temperatura è l’umidità. È lecito chiedersi in che modo interagiscano temperatura ed umidità.

È presto detto: più i tassi di umidità sono elevati e più il corpo umano tende a percepire una temperatura superiore a quella reale. Perché? La risposta è molto semplice e riguarda la quantità di vapore acqueo presente nell’aria, capace di ridurre significativamente l’evaporazione dell’acqua presente nel nostro sudore, processo chiave nella regolazione termica del corpo e nella percezione del caldo e del freddo.

Qualche esempio? Un tasso di umidità nell’aria che giunge a toccare un valore pari all’88 % durante una giornata estiva che fa misurare circa 31 gradi, mette in condizione l’organismo di percepire una temperatura pari a ben 44 gradi centigradi.

Durante la stagione invernale, invece, il processo avviene al contrario, cosicché in presenza di valori termici compresi fra +5 e -6 gradi centigradi, la sensazione di freddo tende ad aumentare in maniera proporzionale ai tassi di umidità.